La configurazione installata nel Golfo di Napoli

Attualmente sono disponibili sul mercato diversi tipi di radar costieri in HF. La scelta del Dipartimento di Scienze per l’Ambiente dell’Università “Parthenope” nell’ambito delle attività della sezione sulla Vulnerabilità del Sistema Marino Costiero del Centro Regionale di Competenza per l’Analisi e il Monitoraggio del Rischio Ambientale si è orientata verso un sistema SeaSonde, prodotto dalla Codar Ocean Sensors di Mountain View, California (USA). Gli apparecchi della Codar OS (CODAR sta per Coastal Ocean Dynamics Application Radar) presentano, tra gli altri, il vantaggio di utilizzare una tecnologia innovativa, introdotta e brevettata dal fondatore della società Don Barrick, che riduce fortemente l’ingombro delle antenne riceventi e trasmittenti, in alcuni casi combinandole anche insieme. Questo è naturalmente di capitale importanza per sistemi da installare su una costa così densamente antropizzata come quella della Campania.

Per le ragioni esposte nel capitolo precedente, per una determinazione dei vettori velocità sono necessari almeno due siti, in modo da poter comporre vettorialmente le informazioni radiali. La determinazione dei siti e’ delicata, poiché si deve ottemperare a una serie di condizioni. Ad esempio, le antenne devono essere installate in prossimità dell’acqua, per evitare perdite di potenza nel percorso su terra; la visibilità della zona di mare di interesse deve essere libera da impedimenti; inoltre, giacchè la trasmissione non e’ direzionale, l’area intorno alle antenne a 360 gradi deve essere priva di ostacoli (in particolare metallici) che rischierebbero di causare distorsioni del segnale. Per le stesse ragioni anche la presenza di una parete rocciosa alle spalle dell’antenna e’ da evitarsi, in quanto potrebbe provocare effetti di riflessione spuria. In aggiunta a tutto questo, vanno ovviamente anche compiute valutazioni sulla convenienza logistica delle localizzazioni prescelte.

Nel caso del sistema del Centro Regionale di Competenza su Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale della Regione Campania, dopo un’attenta valutazione delle possibilità, la scelta e’ caduta su due siti che ottemperano alle condizioni di cui sopra e che consentono di inquadrare al meglio il Golfo di Napoli e in particolare le aree sensibili del porto e del litorale cittadino: mentre l’unita’ centrale si trova presso il Dipartimento di Scienze per l’Ambiente dell’Università “Parthenope”, le antenne sono quindi state installate presso il Centro Ricerche ENEA di Portici, e a Massa Lubrense, in località La Villanella, nel complesso del Centro di Alta Formazione “Villa Angelina”, di proprietà del Gruppo Editoriale Esselibri Simone.