Misure di correnti superficiali nel golfo di Napoli

Il radar costiero in HF è un dispositivo rivolto alla determinazione della direzione ed intensità delle correnti marine superficiali in un’area costiera basato sulla trasmissione verso la superficie marina di un segnale elettromagnetico ad alta frequenza e sulla ricezione del segnale riflesso dalla superficie stessa.

Recentemente il Dipartimento di Scienze per l’Ambiente dell’Università “Parthenope” si è dotato di questo sistema innovativo di misura delle correnti marine superficiali nell’ambito delle attività della sezione sulla Vulnerabilità del Sistema Marino Costiero del Centro Regionale di Competenza per l’Analisi e il Monitoraggio del Rischio Ambientale. Il sistema acquisito dal Dipartimento è un Seasonde a 25 MHz prodotto dalla CODAR Ocean Sensors, di Mountain View (California).

La storia dell’applicazione alla correntometria superficiale dei radar in HF è ormai quasi quarantennale, ma negli ultimi dieci anni il numero di sistemi installati nel mondo ha conosciuto un sensibile incremento. L’origine dell’utilizzazione di simili apparecchiature per la misura delle correnti costiere è quasi casuale: nati per scopi militari (principalmente per la sorveglianza dello spazio aereo), questi strumenti ebbero vita assai difficile non solo per i costi di esercizio, al tempo elevatissimi, ma anche per la diffusa presenza di un rumore di fondo estremamente invadente, dovuto proprio alla riflessione del segnale da parte delle onde marine (le antenne erano poste in riva al mare per ragioni strategiche). La svolta avvenne quando fu ribaltata la prospettiva, e si iniziò a considerare quanto proveniva dalla superficie del mare, piuttosto che come rumore, come il vero segnale di interesse. I progressi della tecnologia negli ultimi decenni hanno consentito un notevolissimo ridimensionamento delle antenne (quelle del radar installato negli anni 1970 da Donald Barrick su San Clemente Island, in California, occupavano una superficie di 500 metri quadrati, mentre i sistemi attuali possono utilizzare antenne simili a quelle che usano i radioamatori, facilmente spostabili e il cui ground plane è dell’ordine dei due metri quadrati) e un’estrema semplificazione dell’elettronica e del software necessari per decodificare il segnale.